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“Chi conosce gli altri è intelligente,
ma chi conosce se stesso è saggio.
Chi conquista gli uomini è forte,
ma chi conquista se stesso è potente.”

Lao-Tsè . Tao te ching

Tai Chi Chuan e Ling Tai Chi Chuan

Tai Chi Chuan significa letteralmente “combattimento della vetta più alta”, psicologicamente possiamo dire “confronto”, ed è il confronto della vetta più alta poiché è il più difficile: quello con se stessi. Il Tai Chi Chuan infatti si pratica insieme agli altri ma individualmente. Possono praticarlo bambini e ottuagenari e non ha controindicazioni.
Ho chiamato questo modo di praticare il Tai Chi Chuan, Ling, con riferimento al romanzo di Gao Xingjian, “Lingshan”, tradotto come “La Montagna dell’Anima”, senza implicazioni religiose, ma con un riferimento ulteriore alla psicologia del profondo di C. G. Jung e alla psicologia archetipica di James Hillman. Nella visione junghiana l’Anima (per gli uomini) e l’Animus (per le donne) sono le funzioni che permettono il contatto e la relazione con l’inconscio personale e collettivo.
In Jung infatti troviamo quella concezione di fondo della psiche umana composta da opposti complementari che si possono assimilare, in un certo modo, agli opposti della concezione orientale, e cinese nella fattispecie, che sono appunto lo Yin e lo Yang.
Da questo più che decennale lavoro di confronto e interazione nasce il Ling Tai Chi Chuan, come percorso di conoscenza, del quale la citazione di Lao-tse iniziale è la sintesi perfettamente compiuta.

La Forma Yang 108

La Forma Yang Antica è una sequenza ininterrotta di 108 figure ed è divisa in tre parti che hanno un significato simbolico. Anche il numero 108 in realtà è simbolico e si riferisce all’individuo, là dove il 27 è il cielo e il 54 la terra. Nel rosario buddhista, per esempio, i grani sono 108.

  • La prima parte della forma è: Terra, Madre, Femminile, Ricettivo, Eros, Vuoto, Flessibilità, Accoglienza, Umidità, cioè tutto ciò che è riconducibile al principio dell’energia femminile: Yin.
  • La seconda parte è: il combattimento, l’essere umano che si confronta con emozioni, pensieri, stati mentali, pulsioni istintuali.
  • La terza parte è: Cielo, Padre, Maschile, Logos, Penetrante, Pieno, Determinazione, Potenza, cioè tutto ciò che è riconducibile al principio dell’energia maschile: Yang. Ed è anche la parte più lunga che contiene le altre due. E’ allo stesso tempo punto da acquisire e sintesi compiuta.

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Cercare l’ago in fondo al mare

 

Infatti l’essere umano compiendo il percorso dei 108 movimenti, si confronta, lotta, per unire ogni volta in un equilibrio dinamico gli opposti: Terra-Cielo, Madre-Padre, Femminile-Maschile, Ricettivo-Penetrante, Vuoto-Pieno, Yin-Yang. Equilibrio dinamico significa che non esiste un punto che si raggiunge una volta per sempre, ma che tutto è un continuo divenire.
La forma 108, se ben praticata, parte da un punto e, al suo compimento, torna allo stesso punto da cui si è partiti ma, per parafrasare Eraclito:  non è mai lo stesso punto, né lo stesso praticante.
Il Tai Chi Chuan si pratica con estrema lentezza, ascoltando se stessi, e la forma 108 nella pratica avanzata dura quasi un’ora.

Ascoltare se stessi significa arrivare a percepire, coscientizzare e consapevolizzare che l’emozione che sento e il modo in cui mi muovo sono la stessa cosa. “Non c’è un corpo che fa o una mente che dice, c’è una persona che si esprime” (Lowen).
Di conseguenza la tensione che sento è espressione della mia personalità, non soltanto una parte del corpo che soffre. Se il mio corpo soffre, anche la mia psiche soffre nello stesso modo e nello stesso momento.

I movimenti del Tai Chi Chuan possono aiutare a portare alla coscienza le tensioni poiché il movimento della Forma 108 è movimento al tempo stesso del corpo e della psiche. Il mio essere presente a ciò che sto facendo, ossia a ciò che sono qui e ora nella mia interezza, per il fatto stesso che lo faccio permette alla tensione di sciogliersi.
Ma che cosa permette di non farla più emergere?
Il fatto che della stessa tensione io ne faccia conoscenza. Che compia cioè un atto di conoscenza di me che significa esattamente il far emergere il “contenuto” della sensazione fisica, cioè l’emozione e lo stato mentale che sono insite in essa.

La pratica della consapevolezza

 

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Il lavoro proposto è dunque quello della pratica del Ling Tai Chi Chuan e della “pratica” della consapevolezza. Termine abusato che qui sta a significare l’intenzione e la volontà di “confrontarsi” con i vissuti (emozioni e stati mentali) che sono contenuti nella sensazione.
Operativamente ciò avviene con momenti di pratica della Forma Yang, momenti di rilassamento e ascolto del corpo, e relazione dialogica (verbalizzazione/messa in gioco) ossia confronto con l’emozione emersa.
Tutto ciò per accogliere i propri vissuti, rendersene responsabili, eliminare ogni genere di tensioni in modo da sviluppare un’armonia e un’attenzione che servano anche e soprattutto nell’esistere di ogni giorno, in poche parole: per poter vivere meglio.

 

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