In piazza Carignano, domenica 18 settembre, ore 17, eravamo io, Gabriella, Gemma, Laura, Manuela, Rosa, Stefania, Teresa.

La dimostrazione è stata una battaglia, un’emozione potente, un fluire di tsunami, come il vento che ha soffiato furioso ribaltando i gazebo gonfiandoli come vele, rovesciando tutte le cose che gli uomini avevano disposto

e in mezzo al soffio potente, noi, ostacolati, guardati, sospinti, centrati, indefettibili, imperturbabili, fluidi come acqua che scorre tra i sassi nei torrenti che vanno dalla terra al mare per tornare nuvole

noi, immuni alle urla e risate e alle valkirie di wagner travestite drag-queen sul palco cantanti danzanti noi, danzanti nel caos della tempesta e nel silenzio che nessuno coglieva nel tempo lento che ci circondava espandevamo i gesti di millenni sempre uguali come gli accadimenti della vita unici per ognuno ma uguali per tutti, conosciuti, nella gioia e nella sofferenza

lì, tutti, siamo uguali eppure tutti così diversi come ogni battito di ciglia che distingue ogni nostro sguardo e respiro che distingue ogni singolo nostro movimento palpando l’aria che si sposta, nel Tai Chi dell’Anima che si svolge avvolge dipana sotto gli occhi ignari delle persone che eppure guardavano affascinati senza sapere perché

questo è stato domenica 18

E stavolta, 24 settembre, sabato ore 16, alla casa del quartiere è stato diverso, molto diverso. Eravamo io, Laura, Stefania, Teresa.

Soli, soli noi, nell’aria d’intorno

Quanti bambini e tanti e colori e persone e donne e gente Facce sconosciute marocchine peruviane e nere e pallide qualcuna amica E rumori di voci di piedi di mani di verbi e risate E musiche odori profumi e occhi che guardano non guardano si voltano Ritornano vanno e rivanno Passi lenti e corse

E respiri I nostri che noi sentiamo al di là di tutto Al di là di noi

il serpente che striscia si muove sopra le scimmie e le nuvole che intorno si avvolgono e svolgono ragazza di giada che tesse nel fiume sorgente del Tao ovunque sia senza che nessuno sappia né immagini nemmeno che cosa avviene sotto i loro occhi

lentamente come un fluire di pallidi petali che fioccano in un silenzio che nessuno vede

muro morbido trasparente tra noi e loro muro flebile membrana silente si scioglie si compenetra espande avvolge tutto come filo di fumo invisibile e resta il respiro nell’inchino

infine saluto a tutti a noi al mondo a nessuno


stavolta è stato molto diverso
grazie a tutti, chi c’era, chi c’è stato, e chi non ha potuto


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