Testimonianze degli allievi di Ling Tai Chi 

 

L’incontro col Tai chi.

Sono quasi tre anni che pratico il Tai Chi col Maestro Musso e fin da subito mi ha appassionato. Qualsiasi attività fisica io abbia provato a praticare per me è sempre stata una sfida con me stessa.
Il Tai Chi, essendo un’arte marziale, si può dire che sia un combattimento, ma, poiché non esiste un avversario concreto col quale misurarsi, non si può far altro che fronteggiare un “nemico” invisibile che ha i connotati del nostro essere più profondo.
E così ciò che a prima vista può sembrare una lenta danza si trasforma in un’esperienza importante. A volte ho praticato col cuore in tumulto e la concentrazione sul movimento mi ha aiutato a ristabilire l’equilibrio interiore con la ricerca dell’equilibrio di una figura.
Il Tai Chi si pratica in gruppo ed è possibile a volte percepire l’energia che sprigiona dai praticanti. Solitamente alla fine di una lezione mi sento in forma, piena di energia. E’ una bella sensazione, mi sento come se avessi ricaricato le pile.
Chi lo desidera può considerare il Tai Chi come una sorta di ginnastica senza controindicazioni perché si può praticare a qualsiasi età con un po’ di impegno ed attenzione, ma ciò è riduttivo.
Penso alla mia vita come ad un cammino di crescita interiore che è passato attraverso prove a volte facili, a volte difficili, a volte tragiche ma ogni esperienza, anche la più triste, mi ha lasciato un insegnamento, una consapevolezza nuova.
Credo non sia per caso se sulla mia strada ho incontrato questa affascinante disciplina. Applicandomici con costanza ho compreso che è un utile strumento per aiutarmi a raggiungere un ottimale equilibrio psicofisico.
Ho constatato durante la pratica quanto sia difficile stare in equilibrio su una gamba sola se non ho equilibrio nella mia mente, se un pensiero mi svia, se non lascio fluire il movimento pensandoci senza pensarci.
Sono tendenzialmente una perfezionista e come tale il mio approccio a qualunque cosa debba o voglia fare è di cercare di farlo il meglio possibile, pertanto ritengo di avere ancora molto da imparare sul Tai Chi, figure da memorizzare, fluidità del gesto da acquisire.
Un bel percorso di conoscenza che non vedo l’ora di esplorare…

(Laura)

******** ******** ********

Mi sono avicinata al Tai Chi in maniera molto casuale, e sapendone molto poco : stavo cercando una attività fisica, una mia collega già praticava, orari e costi potevano andarmi bene, ed in più, confondendo lentezza con facilità, pensavo potese essere una pratica adatta alle mie scarse propensioni atletiche.
Il primo impatto è stato di estremo fascino verso quella che sembrava una forma di danza e verso movimenti che mi evocavano rituali magici. Tuttavia è stato molto duro per molto tempo, ed  a volte lo è tutt’ora, accettare di mettermi in gioco di fronte ai compagni ed al maestro, e soprattutto di fronte a me stessa, condizionata da una immagine che mi porto dietro di goffa ed imbranata.
Più di una volta ho pensato di lasciare perdere, convinta che non fosse un’attività alla mia portata.
Adesso, a quasi cinque anni dall’inizio la sensazione principale è quella del piacere di usare il mio corpo per creare qualcosa di oggettivamente bello ed armonioso ed  ho imparato dall’esperienza passata la pazienza di sopportare che  un movimento non riesca, sapendo che prima o poi arriverà.

(Gemma)

******** ******** ********

 

Ho cominciato a fare TAI CHI perché avevo mal di schiena o al collo o alla spalla in quanto contraevo dei muscoli durante normali momenti di vita quotidiana come ad esempio entrando in un ascensore oppure seduta di fronte al computer!
Non riuscivo a rendermi conto di quando e di quante volte mi  succedeva tutto ciò. Tantomeno perché.
Quindi ho iniziato il TAI CHI per acquisire una maggiore consapevolezza dei momenti in cui creavo le tensioni muscolari in modo da poter ‘’mollare’. Devo dire che già dopo alcuni incontri la mia percezione del corpo e delle tensioni muscolari è aumentata. Ho cominciato anche ad essere più attenta al mio corpo, così mi sono resa conto che facevo questi piccoli movimenti, impercettibili per gli altri, centinaia di volte al giorno. Il mio atteggiamento fisico è cambiato anche fuori dalla pratica in palestra ed ho cominciato ad distendere la tensione ogni volta che la percepivo, ad esempio abbassando le  spalle.

A quel punto avrei anche potuto smettere di praticare TAI CHI. Il mio obbiettivo iniziale era raggiunto. Non mi sono accontentata di questo. C’era sempre il PERCHE’ che mi incuriosiva. Le mie contrazioni muscolari non erano tic in quanto erano da me fisicamente  controllabili. Mi sono resa conto che persone come me in giro ce n’erano tantissime. Le riconoscevo guardandole. Avete mai notato che vi sono persone ‘senza collo’? Ovvero vi sono persone, non obbligatoriamente anziane, di 30 – 40, 50 anni che sembrano non abbiano più il collo tanto sono ingobbite. Non sono nate così! Bambini senza collo non se ne vedono! Continuando a praticare il TAI CHI ho potuto affrontare anche i PERCHE’ che sono sovente legati alla sfera delle emozioni anche piccole che viviamo tutti i giorni. Il riconoscere ad esempio il mio disagio di fronte ad una situazione mi ha permesso di affrontare la stessa in seguito  con un’altra modalità. La pratica del TAI CHI essendo individuale, permette ad ognuno di fare il proprio percorso con i propri tempi, ora mi aiuta a confrontarmi con altri aspetti di me stessa come la distrazione. In conclusione la mia esperienza nel TAI CHI è stato ed è una strada personale il cui percorso erano e sono le mie esigenze della mia vita. E’ partito da un problema fisico e si è trasformato in uno più mentale emozionale in modo del tutto naturale e senza condizionamenti. Ogni praticante fa la sua strada, sotto la guida del maestro, il mio percorso è uno, il mio, ed ognuno fa il suo. Ci sono quindi infinite possibilità.

(Claudia)

******** ******** ********

 

Il tai chi rappresenta per me il mio migliore amico e come tale non sempre ti dice cose che ti fanno piacere, però è sincero, puoi fidarti di lui, sai che lo fa per il tuo bene.
Sono 10 anni circa che pratico e,grazie al mio validissimo Maestro, ho compreso che dietro ogni movimento fisico vi è un’emozione e proprio eseguendo quel movimento cercando di lasciarsi andare l’emozione emerge.
Arrivato a questo punto della pratica, dopo tutti questi anni, tutte le volte che pratico tai chi non ho sempre delle buone sensazioni, si pensa che il tai chi faccia bene (che bello…..sembra una danza…che armonia …che senso di pace ecc.) in senso generale facendoci sentire subito bene!
Che faccia bene è indiscutibile, ma subito proprio no, anzi a me fa sempre venir fuori quello che ho realmente dentro, puo’ essere una qualsiasi tensione o paura, tutto quello che non ho voluto o saputo ascoltare; quindi alle volte è destabilizzante ma ho compreso che questa è l’unica modalita’per poi occuparsi di ciò e quindi stare poi veramente veramente bene.
Avrei molte altre cose da dire su ciò che rappresenta per me il tai chi, ma la mia scarsa proprietà di linguaggio emotivo per ora non è sufficiente per rendere il giusto ringraziamento a questa bellissima meditazione in movimento, percio’ termino qui.

(Luca)

******** ******** ********