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Da “Io sono quello” di Nisargadatta Maharaj – Ed. Rizzoli Milano 1981

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Maharaj : L’immobilità e il silenzio non sono inattivi. Il fiore colma lo spazio di profumo; la candela di luce. Non fanno nulla; eppure con la loro sola presenza, tutto cambia. Puoi fotografare la candela, non la sua luce. Puoi conoscere l’uomo, il suo nome e l’aspetto, non la sua influenza. La sua stessa presenza è azione.

Allievo : Non è naturale essere attivi?

M : Ognuno vuole esserlo, ma da dove sgorga l’azione? Non c’è un centro, ogni azione ne genera un’altra, all’infinito, senza motivo e con dolore. L’altalena di azione e inazione, evidentemente non è lì. Perciò anzitutto trova il centro immoto da cui origina il movimento. Come una ruota s’impernia su un mozzo cavo, così tu sta’ fisso nel centro, non ruotare ai margini.

A : In pratica come si fa?

M : Ogni volta che un pensiero, un fremito di desiderio o di paura sopraggiunge, distoglitene.

A : Se sopprimo i pensieri e i sentimenti provocherò una reazione.

M : Non dico di sopprimerli. Stacca l’attenzione.

A : Arrestare i movimenti mentali non implica uno sforzo?

M : Lo sforzo non c’entra. Devi solo distogliere l’attenzione. Invece di badare ai pensieri, concentrati sullo spazio fra un pensiero e l’altro. Quando cammini in una folla, non ti azzuffi con ogni persona che incontri: semplicemente ti fai strada in mezzo a loro.

A : Se uso la volontà per controllare la mente, non farò che rafforzare l’io.

M : Naturalmente. Quando combatti, inviti alla lotta. Ma quando non resisti, non incontri alcuna resistenza. Se ti rifiuti di giocare, sei fuori del gioco.

A : Quanto mi ci vorrà per liberarmi della mente?

M : Diciamo un migliaio d’anni; di fatto non occorre tempo, solo una serietà assoluta. Qui la volontà diventa azione. Se sei sincero, è tua. Dopotutto è una questione di atteggiamento. Nulla ti impedisce di essere un realizzato qui-ora, tranne la paura. Temi di essere impersonale, e temi l’impersonalità dell’essere. E’ tutto molto semplice. Distogliti dai desideri, dalle paure e dai pensieri che essi fomentano, e sarai subito nel tuo stato naturale.

A : Non si tratta di ricondizionare, cambiare o sopprimere la mente?

M : Niente affatto. Basta lasciarla sola. Dopotutto la mente non è qualcosa di separato dai pensieri che fluttuano secondo leggi che sono loro, non tue. Ti dominano solo perché ti interessano. Come disse il Cristo, “Non resistere al male”. Resistendogli non fai che rafforzarlo.

A : Capisco. Basta che neghi esistenza al male e svanirà da sé. Ma non è una forma di autosuggestione?

M : L’autosuggestione ti fa credere di essere una persona divisa tra bene e male. Ti chiedo di abbandonarla, di vedere le cose come sono.