Poesia del mondo

E’ morta Alda Merini …

Ma i poeti muoiono davvero?

Ella non è morta
si è svegliata dai sogni della vita…

Shelley

aLDA IN STRADA

VOCE DI DAVID

La morte, Alda,
è un impero di angeli
che precipita sul cuore.
Il fuoco ha invaso le mie mani.
Non sapevo che il corpo
potesse avere arterie
di fuoco e di beatitudine.
E da qui ti guardo, da ogni luogo in cui tu respiri.
Anche se non credi,
io ti porterò con me
sulla cima dell’universo
dove tu potrai vedere
le tempeste della tua vita.
E scoprirai quel giorno
che Dio fa una cosa sola:
disperde il nostro profumo
nell’infinito
per dare vita al Suo respiro.

….
Io attraversai il manicomio
In piena letizia.
Forse ho sbagliato
la strada,
ma non avevo voglia
di tornare indietro
a vedere
le cattiverie del mondo.
Si nasce
non soltanto per morire,
ma per camminare a lungo,
con piedi
che non conoscono dimora
e vanno oltre ogni montagna.

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ALLEN GINSBERG A BENARES

ALLEN GINSBERG A BENARES

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Questo era un poeta – colui
che distilla un senso stupefacente
dai significati ordinari -
e nettare così immenso

dalla specie familiare
che perì sulla nostra porta -
ci stupisce non essere stati noi
ad arrestarla – prima -

Di immagini, svelatore -
il poeta – è colui che -
ci conferisce – per contrasto -
una povertà infinita -

Della proprietà – tanto inconsapevole -
che il furto – non può nuocere -
lui stesso – a sé – fortuna
al tempo – estranea -

Emily Dickinson

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Peter Orlovsky-William Burroughs-?-Gregory Corso-?-Allen Ginsberg

Peter Orlovsky-William Burroughs-?-Gregory Corso-?-Allen Ginsberg

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La luce nulla illumina,

Il sapiente nulla insegna.

La parola dice qualcosa?

L’acqua, alla pietra, dice qualcosa?

Antonio Machado

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JACK KEROUAC

JACK KEROUAC


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DALL’ARIA all’aria, come una vuota rete,
io andavo fra le strade e l’atmosfera, e venivo e salutavo,
nell’avvento dell’autunno, le monete sparse
delle foglie, e la primavera e le spighe,
ciò che il più grande amore, come in un guanto
che cade, ci affida come una lunga luna.

(Giornate di splendore vivo nell’intemperie
dei corpi, acciai tramutati
nel silenzio dell’acido:
notti sfilacciate sino all’ultima farina:
stami aggrediti della patria nuziale.)

Chi mi ha atteso in mezzo ai violini
ha scoperto un mondo come una torre sepolta
che immergeva la sua spirale più profondamente
di tutte le foglie color di cupo zolfo:
e ancora più profondo, nell’oro della geologia,
come una spada circondata di meteore,
ho affondato la mano dolce e turbolenta
in ciò che di più genitale ha la terra.

Ho posato la fronte sui gorghi profondi,
sono sceso come goccia nella pace solfurea,
e, come un cieco, sono tornato al gelsomino
della consunta primavera umana.

Pablo Neruda
Alture di Macchu Picchu