L’essere umano compiendo il percorso dei 108 movimenti, si confronta, lotta, per unire ogni volta in un equilibrio dinamico gli opposti: Terra-Cielo, Madre-Padre, Femminile-Maschile, Ricettivo-Penetrante, Vuoto-Pieno, Yin-Yang. Equilibrio dinamico significa che non esiste un punto che si raggiunge una volta per sempre, ma che tutto è in continuo divenire.
La forma 108, se ben praticata, parte da un punto e, al suo compimento, torna allo stesso punto da cui si è partiti.
Il Tai Chi Chuan si pratica con estrema lentezza, ascoltando se stessi, e la forma 108 nella pratica avanzata dura quasi un’ora.
Ascoltare se stessi significa arrivare a percepire, coscientizzare e consapevolizzare che l’emozione che sento e il modo in cui mi muovo sono la stessa cosa. “Non c’è un corpo che fa o una mente che dice, c’è una persona che si esprime” (Lowen).
Di conseguenza la tensione che sento è espressione della mia personalità, non soltanto una parte del corpo che soffre. Se il mio corpo soffre, anche la mia psiche soffre nello stesso modo e nello stesso momento.
I movimenti del Tai Chi Chuan possono aiutare a portare alla coscienza le tensioni poiché il movimento della Forma 108 è movimento al tempo stesso del corpo e della psiche. Il mio essere presente a ciò che sto facendo, ossia a ciò che sono qui e ora nella mia interezza, per il fatto stesso che lo faccio permette alla tensione di sciogliersi.
Ma che cosa permette di non farla più emergere?
Il fatto che della stessa tensione io ne faccia conoscenza. Che compia cioè un atto di conoscenza di me che significa esattamente il far emergere il “contenuto” della sensazione fisica, cioè l’emozione e lo stato mentale che sono insite in essa.